Pochi giorni fa Massi ha comprato una vaporiera..non che non potessimo più farne a meno..però, non avendola, poche volte usavamo questo metodo di cottura, che invece è uno tra i più sani..ed ora penso proprio che la sfrutterò!
Ho iniziato subito a documentarmi sulla cucina al vapore ed ho scoperto che è nata in Giappone, dove viene impiegata per la preparazione di molti tipo di pietanze, tra cui i Kamaboko. Approfondendo ho saputo anche che il 15 novembre è la giornata del Kamaboko ed allora… quale occasione migliore x organizzare una cena Giapponese!?
Ed eccomi a progettare..
Ho scelto 5 tra i piatti più caratteristici, tutti cotti al vapore tranne il ramen, che però non poteva mancare!
Menù: Kamaboko naruto, Nikuman e Onigiri accompagnati da salsa Gyoza e Teriyaki, a seguire Ramen ed infine muffin giapponesi. Tradizionalmente nella terra del sol Levante presentano in tavola tutte le portate, io ho deciso che il ramen lo servirò dopo, bello caldo, ed il suo brodo aiuterà la digestione di tutti gli altri piatti asciutti. In chiusura dolcini e sake.
I Kamaboko sono un impasto di pesce azzurro, in parte colorato, arrotolato ad arte a forma di cilindro, cotto al vapore e poi tagliato a fette. Ogni dischetto rivela il disegno. In base alla decorazione prendono nomi diversi, io farò il 🍥Naruto 🍥 , bianco con una spirale rosa che fa riferimento al vortice di Naruto (dal quale ha preso il nome il famoso cartone animato).
I Nikuman sono panini ripieni di maiale e cipolle, insaporiti con salsa di soia e zenzero. Il loro nome significa focaccia di carne e viene venduto nei mercati come Street food. Ricordano molto i ravioli cinesi.
Gli 🍙onigiri🍙 sono le celebri polpette di riso che si vedono in quasi tutti i cartoni animati nipponici. Di forma triangolare o sferica, decorati con strisce di alga Nori, hanno un cuore di tonno, salmone, prugne, fagioli o altro secondo i gusti. Io li farò tonno-zenzero e pollo-paprika. Inizialmente vuoti, nascono per essere mangiati con le mani, come spuntino. L’aggiunta del ripieno li ha fatti diventare un piatto completo, sempre presente nel popolare bento, il portapranzo dei giapponesi.
Le salse sono entrambe a base di soia. La Teriyaki (con mirin e miele) é usata in accompagnamento a svariati piatti e spesso per glassare la carne. La Gyoza si ottiene facendo marinare erba cipollina, aglio, zenzero e porro in salsa di soia, mirin, aceto di riso e zucchero per almeno un’ora ed è pronta per intingervi gli omonimi ravioli o qualsiasi cosa si voglia.
Il piatto principale, il 🍲Ramen🍲, é di per sé un piatto unico molto sostanzioso. Ne esistono tantissime varianti, in base alle tradizioni locali. Il mio sarà composto da noodle, pancetta al forno, cipollotti e uovo sodo (ma non proprio) coperti di brodo e decorati in superficie con surimi. Viene servito in scodelle larghe e profonde, si mangia con le bacchette e il brodo si beve direttamente dalla tazza.
Come dolce ho pensato di fare i muffin giapponesi, semplici, al cacao. Anch’essi al vapore, durante la cottura, grazie allo lievito, sembra che letteralmente scoppino, come i pop corn!
Invece del caffè a fine pasto berremo il 🍶sake🍶: il distillato prodotto dalla fermentazione del riso, bevanda nazionale, protagonista di riti religiosi e pagani. Viene servito da uno speciale decanter chiamato tokkuri, dopo esser stato scaldato a bagno maria, ed esiste una serie di cortesie per offrirlo nel modo corretto agli ospiti. Quando si brinda è uso dire KAMPAI!
Il resto del progetto è in fase di definizione, sto preparando gli inviti, la carta del menù, la mise en place, addobbi, musica e devo ancora decidere tra cartoni animati e giochi per il dopo cena!


















