🗝ESCAPE ROOM 🗝

Il miglior regalo di Natale!

Mia sorella mi ha fatto il regalo di Natale più bello del mondo: Escape room di cranio creations con tema Jumanji!! È stata una sorpresa magnifica e da quando l’ho aperto non ho aspettato altro che andare a casa a giocarci!!

Visto che Stella si è  fermata a dormire dagli zii, appena siamo arrivati a casa abbiamo stappato una bottiglia di vino bianco, arraffato qualche stuzzicchino dalla dispensa e sistemato sul tavolo tutto ciò che c’era nella scatola..

Tante chiavi con intagli diversi, numeri, lettere e punti; buste chiuse numerate di vari colori; un cronodecoder: cronometro che scandisce il tempo rimanente per uscire dalla storia ed avvisa quando è possibile utilizzare un aiuto, decoder dotato di 4 fessure in cui inserire le chiavi giuste nell’ordine giusto, ed inoltre riporta dei cifrari, dei diagrammi colorati e chissà quali altri segreti.

Nella confezione ci sono 3 avventure di diversa difficoltà. Lo scopo del gioco è trovare un codice composto da 4 chiavi, in 60 minuti.

Dopo aver aperto la busta n. 1, per prima cosa si attiva il Crono decoder che inizia il conto alla rovescia. Si potranno aprire la seconda busta e poi la terza ed ultima, solo risolvendo gli enigmi nascosti nel racconto della storia.

Se si rimane bloccati è possibile leggere un aiuto utilizzando uno speciale lettore.

Alcuni trucchi sono un po scontati, altri sono davvero cervellotici ed a volte qualche collegamento è un po forzato ma il gioco è entusiasmante.

Noi abbiamo provato “TAMBURI NELL’ARMADIO”. Abbiamo usato tutti gli aiuti e ci abbiamo messo 2 ore invece che 1 come da regolamento, ogni tanto abbiamo tribulato e pensato di arrenderci.  Alla fine con calma e ragionamento ce l’abbiamo fatta ed è stata una soddisfazione immensa inserire l’ultima chiave e sentire il suono trionfante del cronodecoder.

Per il mio compleanno mi hanno regalato 2 estensioni: una ambientata in un luna park abbandonato e una cena con delitto… non mi resta altro che progettare una bella serata,  magari usando il codice scoperto durante una partita a tavolino come indizio per uscire da una vera  escape room, come quella che avevo progettato e creato per un compleanno..ma questa è un’altra storia..

👶♀️ BABY SHOWER ♂️👶

Nuova avventura nella nuova avventura!

Eccomi per la prima volta alle prese con un baby shower. Questo tipo di festa non è molto diffuso dalle mie parti, ma dato che ogni occasione è buona ho colto questa per sperimentare un nuovo progetto.. Che alla fine si è rivelato il frutto della collaborazione di tutta la famiglia! Ognuno ha voluto fare la sua parte per la festa per la sorellina/il fratellino!

Gli invitati sono 20, l’appuntamento è  di pomeriggio e visto che la stagione ancora lo permette la festa si terrà al cascinotto in campagna. Nel cortile davanti casa sarà allestita la tavola con tovaglia di colore neutro, piatti e tovaglioli rosa e azzurri e bicchieri trasparenti, colorati poi dalla bevanda scelta. Tra le proposte anche un cocktail alcolico azzurro ed uno analcolico rosa. Ognuno potrà servirsi al buffet, scegliendo tra stuzzichini salati e dolci: pizza, focaccia, Salatini, Tramezzini, Spiedini di marsh mallow, caramelle e biscotti.

Non ho voluto fare tutto il cibo colorato a tema per non esagerare con i coloranti, così ho preparato stuzzicadenti con punti di domanda e cuoricini rosa e azzurri che infilerò sulle singole porzioni.

Tante bandierine svolazzeranno sopra le nostre teste a tingere l’atmosfera di rosa e azzurro.

Studiando l’intrattenimento, Stella ha proposto di fare la Pignatta ed è stata un’ottima idea. Siccome i bambini saranno solo 4 abbiamo preparato una Pignatta per uno, a forma di fagottino della cicogna, con il fiocco azzurro per i maschi e rosa per le femmine. Le abbiamo riempite con dolciumi, caramelle a forma di ciuccio ed un piccolo regalino

Faremo un cartellone mezzo rosa e mezzo azzurro su cui ogni invitato scriverà il suo suggerimento per il nome di chi nascerà.

Abbiamo valutato tantissime attività da fare durante un baby shower ed in base ai nostri invitati abbiamo deciso di limitarci a questo ed ad una Lotteria.

Sistemeremo su un tavolino 2 barattoli, uno infiocchettato di rosa e uno di azzurro, alcuni foglietti degli stessi colori e qualche penna. Un cartello riporterà la spiegazione del gioco: “se credi che sarà una femmina firma un biglietto rosa, se credi che sarà un maschio firma un biglietto azzurro e poi mettilo nel barattolo corrispondente.” Alla fine, tra coloro che avranno indovinato il sesso, estrarremo il vincitore di un goloso premio.

Ma il momento clou della festa, quello che ci incuriosisce ormai da più di 4 mesi, il vero scopo per cui tutti saremo lì sarà quando scopriremo se è un bimbo o una bimba..

E sarà uno spettacolo!!! Musica da suspense di sottofondo (che Massi si è gentilmente offerto di scegliere), da un albero calerà un palloncino gigante, a Stella l’onore di scoppiarlo.. e sarà sommersa da una pioggia di coriandoli in mezzo a cui cadrà anche la busta contenente i risultati tanti attesi.

Dopo la scoperta il pasticcere di casa (Massi) offrirà a tutti la sua originale torta che sarà abbellita da decorazioni e panna nei colori a tema. Di più non so.. in fondo è anche un po’ la mia festa e sarà una sorpresa anche per me! Musica e danze ci accompagneranno poi fino a sera.

Se avremo una femminuccia o un maschietto? ..questa è un’altra storia..

🗡CENA CON DELITTO🗡

Finalmente siamo riusciti a fare la tanto attesa cena con delitto..ed è stata una serata speciale!!!

Alle 19 in punto tutti gli invitati, ognuno con il proprio costume e con la propria borsa di scena, erano seduti intorno alla tavola imbandita del Castello Reale di Torre di Salice, ad ascoltare la spiegazione della sfida: “Qui cogita de aver scovato l’assassino pone lo biglietto cum la di lei accusa firmata in un cofanetto, ad finem serata lo primero ad indovinare sarà proclamato vincitore!”

La cena, suddivisa in 5 servizi (che corrispondono alle nostre portate) ha accompagnato le fasi del gioco.

Tutto ha avuto inizio con l’introduzione del racconto, in cui sono state descritte le circostanze e la vittima del delitto e come 1° servizio, buffet di frutta e verdura crude accompagnate da salse acidule per stimolare l’appetito. Ogni commensale si è presentato agli altri ed ha mostrato ciò che portava con sé nella propria borsa. Alcuni avevano indizi molto rivelatori, altri avevano tasselli di puzzle per risolvere enigmi  futuri e qualcuno aveva una pozione magica, da far assaggiare a tutti, come aperitivo.

Durante il 2° servizio, quello delle minestre, abbiamo mangiato gli zanzarelli, un corposo brodo di pollo e verdure in cui veniva strapazzato un composto di uova e parmigiano. Il medico di corte ha svelato a tutti le prove rinvenute sulla scena del crimine, tra le quali il diario della principessa che ben descriveva i suoi rapporti con i sospettati.

A questo punto ognuno aveva già dubbi sugli altri e li abbiamo chiariti con gli interrogatori. Domande libere, ma alcune risposte obbligate. Ognuno aveva il suo copione con le risposte a cui doveva necessariamente attenersi per far filare la storia, ed una scheda su cui annotare alibi, movente, e tutto ciò che riteneva rilevante ai fini dell’indagine. Così, tra quesiti ed insinuazioni, abbiamo gustato il 3° servizio, le carni, per cui sono state preparate le prime polpette della storia, e cioè degli involtini di carpaccio con lardo e spezie cotti al forno.

Come 4° servizio, verdure ad intrattenere (si chiama così perché questa portata aveva il compito di intrattenere gli ospiti fino al dolce) sono state servite l’ insalata di cipolle e uova bollite, e la torta bolognese, che è l’antenata della torta Pasqualina. I conti però non tornavano ancora ed è stato necessario un sopralluogo alla scena del crimine, durante il quale i più attenti hanno trovato ulteriori codici, rompicapo e addirittura appunti che il medico aveva perso per strada..!

Non restava altro che ricomporre tutte le tessere del puzzle, escludere gli innocenti e tirare le somme. Quindi, mentre veniva portata in tavola la Diriola, il dolce del 5° servizio, tipica torta nuziale medievale, c’era chi contava, chi anagrammava, chi decodificava e chi rifletteva. Finché tutti hanno emesso il loro verdetto.

Al posto del caffè che non era ancora giunto sulle mense dell’epoca, il nostro banchetto si è concluso con un bicchiere di Ippocrasso, vino aromatico e digestivo, e con l’apertura dello scrigno del colpevole. Solo in 2 hanno saputo individuare il vero assassino, ma tutti si sono molto divertiti. Oltre ad una speciale cena medievale e ad una splendida occasione per ritrovarci tutti insieme, ad un gioco di ruolo avvincente e ben riuscito, senz’altro da ripetere, è stata una serata in maschera a tema (che ci piacciono tanto!!!..come la festa anni ’20..ma questa è un’altra storia…).

⭐FESTA di COMPLEANNO di STELLA⭐

                      2° PARTE

Non ho neanche ancora finito di progettare che già devo cambiare programmi. Si sente dire che probabilmente chiuderanno le scuole per l’aumento dei contagi ed io non voglio che Stella si perda la sua festa all’asilo, così abbiamo deciso di anticiparla ed ho dovuto preparare la torta finta in quattro e quattr’otto.

Ora mi dedico alla festa a casa degli zii. Conto alla rovescia..

SABATO incarto i regali ed assegno ad ognuno il posto in cui verrà nascosto. Si, perché insieme ad ogni pacchetto, Stella troverà un indizio che la condurrà ad un’ altra sorpresa.

Un altro lavoro da fare in giornata è realizzare le bandierine, con stuzzicadenti e nastro adesivo colorati, da posizionare sui cubetti di tramezzino.

Entro DOMENICA sera voglio avere pronti tutti gli addobbi e la caccia al tesoro. Quindi preparo le catene di anelli di carta che comporranno la tenda arcobaleno. Ho comprato (e dovrò gonfiare) i palloncini con dentro i led, quelli con 2 punti di ancoraggio x fare gli archi e quelli trasparenti. Questi ultimi un po’ li riempio con i coriandoli e un po’ con altri palloncini più piccoli, colorati. Devo anchge gonfiare le lettere che formeranno la scritta Happy birthday, le stelle da appendere ed un grande 4 che penzolerà dal centro dell’arco.

Per la caccia al tesoro preparo una mappa del salotto con una ☆ che indica il nascondiglio del 1° pacco, e poi mi basterà disegnare su foglietti di carta i vari luoghi in cui si trovano gli altri regali.

Conto di cucinare tutto LUNEDÌ, il giorno prima. Per prima cosa pulisco e sistemo tutti gli ingredienti.  Preparo salatini, girelle e bastoncini ed inforno. Intanto che cuociono e che si fonde il cioccolato nella vaporiera, faccio i rotolini con la nutella. Poi intingo nella cioccolata fusa e per ultimo monto il maxi tramezzino. Entro sera predispongo i piatti da portata e organizzo in borse diverse cio che dovrò portare da mia sorella il giorno della festa.

MARTEDÌ: Due ore prima dell’inizio dei festeggiamenti parto con la mia macchina carica di palloncini, stuzzichini, stoviglie ed addobbi, per portare tutto da Dani. Ho da appendere la tenda di festoni arcobaleno alla porta d’ingresso, fissare l’arco di palloncini con il 4 e le stelle, ed apparecchiare la tavola con piatti e bicchieri degli unicorni e vassoi colorati su cui sistemerò il buffet.

Attacco al soffitto un intreccio di festoni variopinti e bandierine, e sparpaglio sul pavimento una distesa di palloncini.

Nascondo regali ed indizi, ed il gioco è fatto!

Tornando a casa passo al negozio a ritirare il palloncino a unicorno gonfiato ad elio e lo lego alla macchina di Massimo. Tutto è pronto!

Come un cocchiere, papà condurrà Stella alla sua carrozza e la porterà alla festa.

Quando la festeggiata entrerà, attraversando l’arcobaleno, nella penombra l’aspetteranno gli invitati, con in mano i palloncini luminosi e… SORPRESA!!

BUON COMPLEANNO AMORE MIO!!

⭐FESTA di COMPLEANNO di STELLA ⭐

1° PARTE

Non c’è più tempo da perdere! Se non mi ci metto in tempo non riuscirò ad organizzare la festa di Stella senza ansie ed agitazione, cosa che invece mi sono prefissata di fare in modo da potermi godere insieme a lei i preparativi e l’attesa…… Anche se ho già tutto in testa (in ordine sparso) e , in fibrillazione lo sono già!

Cercherò di esaudire tutti i suoi desideri, parto quindi dalle sue richieste: festeggiare con gli amici e i parenti lo stesso giorno, una festa a sorpresa a casa degli zii, una corona, gli addobbi di tutti i colori dell’arcobaleno, la torta rainbow, salatini, cioccolatini, pop corn, palloncini con dentro i coriandoli, un gattino interattivo, Alexa, un pigiama,  aiutarmi a preparare e intanto che io e la zia addobbiamo lo zio la intrattiene.

Lo so che è piccola, basta poco per renderla felice, siamo solo noi, non è il caso di strafare se no quando compie 18 anni cosa le farò..però è la mia piccola principessa e voglio festeggiarla alla grande!!

I festeggiamenti si terranno:

☆ il giorno esatto del compleanno, anche se cade in un giorno feriale..nessuno ha storto il naso per prendersi mezza giornata di ferie.

☆ in onore della Principessa degli Unicorni.

☆ In mattinata nel Regno dei nani e al pomeriggio alla Corte degli Zii

☆ In forma ristretta in quanto ZONA ARANCIONE! 😷

Insieme prepareremo gli inviti, tipo collage, dato che in questo periodo lei adora tagliare ed incollare. Io preparerò il testo e delle sagome su cartoncini colorati, da decorare con le colle brillantinate, ritagliare e appiccicare sui biglietti abbelliti con scotch washi (che colleziono da quando ho iniziato a fare scrapbooking..ma questa è un’ altra storia..). Mi farò aiutare a preparare i festoni arcobaleno, creando delle catene con anelli di strisce di carta colorata. E bon.. tutto il resto sarà una sorpresa!

Appena sveglia il suo papà le darà un mazzo di fiori e una scatola con un intero outfit per il suo giorno da principessa degli unicorni: un bellissimo vestito, con i voulant sulle spalle, un unicorno e la gonna di tulle di vari colori, comprato su amazon con largo anticipo; un paio di scarpe da ginnastica bianche con i cuori glitterati; e un cerchietto con il corno, le orecchie e un fiocco multicolore.

Alla mattina, festa con i suoi amici, così noi grandi possiamo pensare al dovere. All’asilo posso portare Solo cibo acquistato confezionato in porzioni singole. Ed allora una bella torta di leccornie monoporzione.. Piano terra: succhi di frutta di vari gusti. Piano primo: patatine. Piano secondo: merendine pan e ciok. E per riempire gli spazi vuoti: barrette di cioccolato. Ogni strato sarà rivestito con cartoncino nelle tonalità del rosa e decorato con pois, strisce arcobaleno e il suo nome scritto con lettere glitterate. Sulla sommità un piccolo palloncino a forma di 4!

Mentre lei si divertirà con i suoi amici noi concretizzeremo il lavoro dei giorni precedenti.

Massimo come tutti gli anni, si occupa della torta, i coloranti alimentari ordinati su internet, perché introvabili nei negozi, sono già arrivati. Farà 7 sottili torte di pan di spagna, ognuna di un colore diverso che poi alternerà con crema al burro, ricoprirà di panna montata e decorrerà in modo scenografico. Penserà lui a tutto..è molto bravo a progettare..avrà imparato leggendo i miei trucchi!

Il menù inoltre prevede: salatini con würstel e con prosciutto, girelle pizzottelle (striscia di pasta sfoglia ricoperte di passata di pomodoro, spolverizzate di parmigiano, arrotolata a spirale e infilzata su stecchi per spiedini),  bastoncini twist (pasta sfoglia e speck attorcigliati), pop corn (da servirsi in coni di carta), bocconcini di arcobaleno (cubetti ricavati tagliando a quadrati una torre di pane per tramezzini farcito a strati con passata di pomodoro, carote, formaggio giallo, olive verdi e prosciutto), grissini ricoperti di cioccolato e zuccherini (grissini intinti nel cioccolato fuso e cosparsi di codette colorate prima di lasciar raffreddare), lecca lecca alla Nutella (striscia di pane da tramezzino spalmata di Nutella, avvolta su se stessa, fissata con uno stuzzicadenti e immersa nel cioccolato fuso -pensavo di aggiungerci granella di frutta secca), patatine, ritz e tuc.

…Continua…

🍬LA CASA DI PAN DI ZENZERO🍬

Il mio super progetto per questo Natale!

Qualche anno fa avevo comprato all’IKEA una casetta di pan di zenzero, da costruire ovviamente, completa di muri, tetto e decorazioni. È stato carino montarla ed anche il risultato non è stato niente male, però in realtà il pan di zenzero non ci piace quindi non dico che abbia fatto una brutta fine, però… Nonostante questo credo che Le Casette di pan di zenzero rendano l’atmosfera estremamente natalizia e così dopo aver pensato di farle con un impasto diverso, di riprodurle con il cioccolato, di usare biscotti al posto della torta, ho deciso di trasformare la nostra casa in… una casa di pan di zenzero!

Ho iniziato molto in anticipo a fare schizzi, a studiare i materiali da utilizzare ed a raccoglierli. La mia cantina è stata invasa da cartone, polistirolo, palloncini, carta colorata e filo da pesca. In corso d’opera ho cambiato qualcosa, perché troppo difficile o perché stonava con il resto.

Per prima cosa ho fatto i festoni di glassa di zucchero con canditi. Ho sagomato metri e metri di polistirolo e fatto i buchi, che ho poi riempito con palloncini verdi e rossi alternati, incollati con la colla a caldo.

I cerchi di polistirolo che ho ritagliato per fare i festoni, colorati con motivi rossi, sono diventate mentine di zucchero che incorniciavano la porta d’ingresso.

Gli omini di pan di Zenzero sono stati dipinti e ritagliati da grossi cartoni, come anche le persiane di biscotti per cui ho sagomato tutti lati e li ho decorati in modo da sembrare degli oro saiwa.

Per decorare il balcone, Rivestendo dei tubi di cartone con strisce di carta colorata ho fatto lo stecco per un lecca lecca gigante creato avvolgendo i palloncini modellabili a forma di spirale, e il bastoncino di zucchero bianco e rosso. L’immancabile candy cane che fa tanto Natale!

Sui davanzali delle finestre ho messo due cupcakes realizzati con vasi per i fiori e collant riempiti di stoffa. La ciliegina sulla torta era un piccolo palloncino.

E un panettone gigante fatto con cartone dipinto con un rullo di spugna, un sacchetto del pane e perle di vetro per l’acquario.

Ancora qualche particolare.. una decorazione di granella di zucchero, fatta con cubetti di materiale da imballaggio e caramelle giganti ricavate incartando le scatole vuote del latte con carta luccicante.

Tutto pronto!!! Io e Massi abbiamo sistemato ogni addobbo al suo posto, ancorando tutto molto bene con fil di ferro e filo da pesca agli appigli che avevo previsto nel progetto. L’abbiamo fatto di domenica pomeriggio, intanto che Stella era da mia mamma. Quando è tornata a casa, di fronte ad una così grande sorpresa, non poteva credere ai suoi occhi! Continuava a ripetere “la mia casa è la più bella del mondo”!

..e magari non proprio la più bella del mondo..però è piaciuta a tanta gente ed abbiamo anche ricevuto un premio per lo spirito natalizio, un sacchetto di biscotti buonissimi!!!

🎭CARNEVALE🎭

Festa in maschera a casa

Anche se sono vietati gli assembramenti, se non possiamo incontrare gli amici fuori regione, se i locali chiudono alle 18 e alle 22 ognuno dev’essere a casa propria, il modo per festeggiare l’ abbiamo trovato lo stesso!

Invito

Tutti i partecipanti mascherati, menù  colorato e a tema, atmosfera caotica e divertente, musica goliardica e.. giochi e scherzi a volontà.

Giorni prima avevamo già preparato e sistemato le decorazioni. Abbiamo fatto stelle filanti e coriandoli giganti da appendere insieme a tante mascherine, conservate di anno in anno, e inondato il tavolo con tanti coriandoli colorati ( poi impacchettato con la mia versatilissima tovaglia trasparente 😉)

Questo vantaggio mi ha permesso di iniziare a progettare la festa il giorno prima. Menù semplice ma sostanzioso, come d’obbligo nei giorni che precedono la quaresima (…manco la facessimo..😅):

Aperitivo alcolico e no con stelle filanti e coriandoli  🎉  würstel infilzati nei bastoncini per gli spiedini, tagliati a spirale e cotti in forno e dischetti di pasta sfoglia tinti con coloranti naturali fatti da me. (..ma questa è un’altra storia.. )

Pagliaccio di Arcimboldi  insalata russa con salsa tonnata, decorata con verdure miste. Patate, carote e piselli cotti al vapore, sedano crudo e olive, conditi con una salsa ottenuta frullando tuorli sodi, olio, limone, tonno e capperi.

Chicche di patate con salsiccia e fagioli. Piatto unico, ricco, godurioso. Salsiccia e fagioli stufati con scalogno e rosmarino in cui tuffare e saltare gli gnocchi.

Bugie.  Meraviglie in Sardegna, Cenci in Toscana, lattughe a Mantova, frappe in Emilia Romagna, bugie qui da noi in Piemonte e in Liguria..  fritte, con lo zucchero a velo..  i dolci di CARNEVALE che non possono mancare.

Facendo la lista della spesa, la lista delle cose da fare e il programma al contrario, tutto il resto della giornata la si può dedicare ai travestimenti!!

Stella era molto indecisa sul costume da indossare, ha provato tutti i vestiti che ha trovato: pirata, coniglio, farfalla, pagliaccio,asinello, vichingo, coccinella.. alla fine ha scelto Elsa di Frozen. Per me la fata Turchina e papà un pagliaccio.

Il giorno della festa siamo andate a fare spesa, abbiamo preparato i giochi e gli scherzi, cucinato tutto in anticipo  tranne le chicche di patate da bollire al momento, e scelto le stoviglie. Abbiamo deciso di apparecchiare con piatti, bicchieri e tovaglioli di 5 colori, in modo che ogni posto li avesse di 3 colori diversi. Nessuna tovaglia per avere l’impressione di mangiare tra i coriandoli e piatti da portata variopinti.

Dovevamo essere in 5 ed avevo preparato per 5, poi solo in 4 ed ho apparecchiato per 4, alla fine eravamo in 5 ed io avevo previsto tutto ed ho aggiunto un posto a tavola al volo. 

Tutto pronto…tranne noi!

Diciamo che la nostra festa inizia ora..Vestizione, trucco e parrucco: il primo, vero, il più grande divertimento di Carnevale è proprio travestirsi. Abbiamo usato i colori per il truccabimbi, io ho truccato Stella, lei ha truccato me, ho fatto gli ultimi ritocchi e l’ho pettinata fingendo che  fosse Elsa, aiutata a prepararsi per il ballo dalla sua dama di compagnia.

Gli ospiti sono arrivati insieme ad una nuvola di coriandoli, si da il via alla musica, all’aperitivo e al gioco della PENTOLACCIA!

La tradizione risale alla festa di mezza quaresima, una breve interruzione della penitenza pre-pasquale, durante la quale era usanza rompere, usando un lungo bastone ed avendo gli occhi bendati, una pignatta di terracotta o carta pesta, contenente dolci, canditi e pinoli. Nella nostra, fatta con un sacchetto di carta colorato e decorato con pois e strisce arcobaleno, c’erano caramelle e frutta secca.

Durante la cena abbiamo raccontato barzellette e riso a crepapelle. È incredibile come ascoltare una barzelletta ne fa venire in mente un’altra da raccontare!

Per una coinvolgente e dolce conclusione, le bugie erano il premio di una caccia al tesoro. Il gioco di trovare la ricompensa segreta seguendo gli indizi nascosti. Stavolta ne ho preparata una in casa, con indicazioni per immagini, adatta anche a Stella che non sa ancora leggere. Ne esistono di tanti altri tipi, persino uno, ideato e collaudato da me, in cui può giocare anche l’organizzatore..ma questa è un’altra storia…

🌰CALDARROSTE DI FINE AUTUNNO🌰

Non era ancora finito l’autunno ma le giornate erano buie e lunghe, il clima freddo e umido e si sentiva la voglia del caldo del fuoco e di stare in famiglia. Era arrivata la prima neve ad imbiancare le colline e in dispensa avevamo una scorta di castagne raccolte in un bel pomeriggio nel bosco.

Così abbiamo organizzato una bella merenda sinoria nella veranda degli zii ed invitati anche i nonni. Il fuoco per le caldarroste ci avrebbe riscaldati permettendoci di goderci ancora un po’ di aria aperta nonostante le temperature stessero ormai diventando rigide!

Ho fatto il progetto, preparato ed allestito tutto in 3 ore! È necessaria un po di attrezzatura ma il materiale è facilmente reperibile, talvolta nelle cantine più “fornite”, se no nei negozi di ferramenta o anche, se si vuol riutilizzare e non spendere soldi, alla discarica comunale! Mentre legna e castagne si possono cercare nel bosco!

Servono un grosso bidone di latta a cui tagliare una finestrella in basso, una vecchia padella a cui fare dei buchi con un punteruolo e il martello ed a cui attaccare un lungo bastone, e dei coni fatti con fogli di un quotidiano.

Il menù era composto da: friciule, focaccine molto sottili fatte solo con acqua e farina, cotte in una padella antiaderente con un filo d’olio. La pastella può essere al naturale o insaporita con erbe, spezie o cipolle e poi si possono strofinare con uno spicchio d’aglio una volta cotte.

Caldarroste: le castagne devono essere intagliate con un coltello affilato in modo che non scoppino durante la cottura, messe nella padella in un solo strato e cosparse di sale. Servite in coni per non scottarsi le mani. Per sbucciarle facilmente bisogna farlo intanto che sono ancora calde.

Vin brulé: una tipica bevanda calda per la stagione invernale. Nella versione piemontese, fatto bollendo del buon vino Barbera con zucchero, cannella, chiodi di garofano, anice stellato, vaniglia, arancia e pezzettini di mela. Dopo averlo filtrato va servito caldo,in tazze di terracotta e bevendolo scalderà le mani e il cuore!

Fonte Google

Cioccolata calda: fatta in casa con la ricetta che mia cugina mi ha dato un giorno in cui Stella aveva voglia di cioccolato e io non avevo voglia di uscire a comprarlo! Per ogni tazza di latte un cucchiaio di farina, uno di zucchero e uno di cacao, sul fuoco moderato si fa bollire fino a raggiungere la consistenza desiderata.

In sottofondo musiche tradizionali piemontesi e canzoni in dialetto. I nonni hanno raccontato le storie di una volta, come quando si andava a vegliare nelle cascine, proverbi e leggende riguardanti questo periodo dell’anno, tra cui quella dell’estate di San Martino.

Martino era un militare, diventato in seguito Santo. Una gelida notte durante la ronda incontrò un mendicante , vestito di stracci, che stava morendo di freddo. Senza esitare Martino prese la spada, tagliò a metà il suo mantello e ne diede una parte al pover’uomo. Si racconta che il clima cambiò da inverno glaciale a mite autunno e da allora si dice che l’11 novembre sia uno dei giorni più caldi dell’autunno.

Fonte pinterest

E Per rendere magica l’atmosfera abbiamo sistemato qua e là delle lanterne ed aspettato la sera tutti insieme in allegria..

🦃GIORNO DEL RINGRAZIAMENTO🦃

In onore dei nativi americani

Ho preparato con molto piacere un progetto per il pranzo del giorno del ringraziamento per una signora americana che da anni vive in Italia ed aveva piacere di rivivere le tradizioni di quando era bambina.

Dal momento che il primo passo dei miei progetti è DOCUMENTARMI, soprattutto su temi a me sconosciuti come questo, ho letto la storia di questa festa, che ricorre il quarto giovedì di novembre.

Nel 1620, quando in Inghilterra i cristiani calvinisti erano perseguitati, fuggirono in Nord America. Attraccarono sulle coste del Massachusetts, abitate dai Wampanoag, il popolo dell’alba.  Trovarono terreni selvatici e aridi, non adatti alle colture che conoscevano nel loro paese e per loro fu un inverno duro, di fame e miseria. Si sarebbero presto estinti se i nativi americani, non li avessero aiutati, condividendo le loro conoscenze,  insegnando loro come poter sopravvivere coltivando mais, estraendo linfa dagli alberi, raccogliendo molluschi, cacciando cervi e allevando tacchini. Imparando dai consigli ricevuti, l’anno dopo, i padri pellegrini ebbero un abbondante raccolto. Organizzarono una festa per ringraziare Dio ed invitarono anche gli indigeni al banchetto a base di zucca, mais, frutta secca, cacciagione, mirtilli e tacchino!

Secondo me quel giorno del ringraziamento avrebbe dovuto essere in onore dei nativi americani che, generosamente li istruirono, diedero loro semi adatti a far fruttare le loro terre così inospitali, al contrario degli abitanti che non esitarono a spartire con i nuovi arrivati la loro esperienza e la loro saggezza. Gli indigeni, aiutando i padri pellegrini trasmisero loro il concetto sacro del campo dell’abbondanza, per cui la natura può nutrire tutti se si condivide e se si ringrazia per i frutti ottenuti. Loro, infatti, ringraziavano costantemente, in varie occasioni, come la semina, il raccolto, la caccia… con feste, danze e banchetti in onore del Grande Spirito o della Madre Terra.

Fonte google

Ho preparato anch’io una cena del ringraziamento ma seguendo le tradizioni dei nativi americani. Stella è  come me.. entusiasta per ogni novità e mi ha appoggiata subito, Massimo invece non avrebbe partecipato a dei festeggiamenti del ringraziamento americano, ma quando gli ho spiegato il mio progetto ha cambiato idea! Ha un grande interesse per la cultura degli indios, ne condivide i principi e da tempo li studia e si informa..infatti, tra altri suoi libri del genere ho trovato quello che faceva proprio al caso mio, “la cucina dei nativi americani” ed ho stilato il menù.

Il mio progetto prevede la tavola, la cena, la musica e un breve gioco finale. Solo 3 ospiti,  tra cui una bambina, quindi cucinare non è  molto impegnativo. Si può preparare in anticipo il dolce e tutto il resto si fa al momento.

Ho pensato di apparecchiare la tavola con con una tovaglia fatta a mano da artigiani uzbeki che mi erano  stata regalata da un vecchio amico tanti anni fa, i suoi colori ricordano i tessuti degli indiani d’America. Sotto ai piatti, tovaglioli disposti a raggiera evocano il sole. Il centrotavola è composto dai doni della natura: mais, zucca, semi, fiori e da candele decorate con motivi geometrici fatti a mano da Massi con la sabbia colorata, che simboleggiano il fuoco. Ho scelto stoviglie bianche, pentole in terracotta e bicchieri semplici con rilievi geometrici, tutto in toni naturali perché a dare colore sarebbe stato il cibo!

Nei piatti ogni ospite ha trovato l’occorrente per il gioco finale.

La cena inizia con il succotash, una zuppa a base di mais, fagioli e zucca che fu servita al primo thanksgiving day nel 1621. Il nome letteralmente significa chicchi di mais bolliti.

Come secondo, tacchino in mole verde con misto di mais e zucca accompagnati da tortillas. Per finire torta ai mirtilli.

Mole significa mistura ed è un piatto tipico della cultura culinaria nativa messicana.

Il misto di verdure con mais è una pietanza tradizionale delle feste.

La farina di mais con cui sono preparate le tortillas è considerata sacra, prima dell’utilizzo viene tenuta in mano e portata alla bocca come per baciarla. È usata in rituali mistici, cosparsa sugli oggetti, sui bambini e sui defunti per benedizione.

La torta di mirtilli è una delle portate presenti nelle feste di ringraziamento degli Aleut dell’Alaska che usano festeggiare ogni volta che una balena si arenava sulle loro spiagge o era oggetto di una battuta di caccia. In quell’occasione consumavano anche arrosto si carini, salmone bannock, lichene islandico e tè alla rosa canina.

Tutta la serata è stata rallegrata da musica folkloristica (scelta accuratamente da Massi) caratterizzata dal suono dei tamburi e dei flauti. Durante le feste i musicisti si siedono intorno ad un grande tamburo e lo suonano all’unisono. La tonalità dei loro flauti non è mai uguale e cambia a seconda della lunghezza del legno dello strumento e della grandezza della mano del suonatore.

Alla fine della cena ognuno di noi ha scritto su un biglietto di carta riciclata fatta mano ciò per cui voleva ringraziare. Sulla fiamma di una candela a forma di cuore abbiamo bruciato i nostri ringraziamenti per far sì che il loro fumo si unisse con l’energia della terra. Con mia grande sorpresa su uno di essi c’era scritto: GRAZIE PER… QUESTA CENA!!

🇯🇵CENA GIAPPONESE🇯🇵

大成功! Taiseiko! Grandissimo successo!

Sono strasoddisfatta della giornata del Kamaboko, della nostra serata giapponese e anche della nuova vaporiera!

In casa c’erano aspettative molto alte da parte di tutti. Da quando Stella ha ricevuto l’invito ogni giorno mi chiedeva ” la facciamo oggi la cena giapponese?”

Un paio di giorni prima avevo già scelto le stoviglie, fatto la spesa e preparato il centrotavola ed il menù.

Per il menù ho appeso un cordoncino al lampadario, ho legato il cartoncino con le portate, poi una pallina rossa e terminato con una nappina nera.

Il giorno prima ho preparato il brodo per il ramen, l’ ho lasciato in frigo tutta la notte e poi l’ho sgrassato bene con un cucchiaio in superficie. Ho fatto anche gli Onigiri (e va già Bene..perché mi hanno portato via un sacco di tempo), li ho farciti con 2 ripieni diversi, tonno/zenzero e pollo/paprica dolce, ho tentato di farli triangolari, ma non c’è stato verso! Così alla fine ho optato per delle sfere! Sono stati in assoluto la cosa più complicata di tutte!

Esattamente come da progetto, domenica pomeriggio alle 16 ho impastato i Nikuman che devono lievitare 1 ora e, intanto che ho preparato il ripieno, ho lavato e tagliato anche tutti gli ingredienti per le altre ricette. Prima di farcire i panini (con l’aiuto di Stella) e lasciarli riposare 30 min in frigo, ho messo a marinare le verdure per la salsa Gyoza.

NIKUMAN: panini farciti con carne, cotti al vapore. Superbuoni!!

Si sono fatte le 17.20 ed ero in perfetto orario sulla tabella di marcia.. ho infornato la pancetta per il ramen ed ecco la parte che attendevo con più entusiasmo e timore: i Kamaboko! Ho colorato una parte del pesce tritato con il rosso alimentare ed è risultato un bel rosa acceso, ho steso un rettangolo bianco e uno rosa, grosso uguale ma più sottile, li ho sovrapposti, arrotolati e avvolti nella carta stagnola. 👏👏👏 Mi sono accorta che avrei dovuto fare i due strati più sottili e arrotolarli più volte per formare la spirale, non erano proprio bellissimi, però molto buoni e come esordio direi che è stato discreto!

KAMABOKO NARUTO..o simili! 🤔😅

Quando anche il composto per i muffin è stato pronto è giunto il momento di accendere la vaporiera!

Al primo piano i Nikuman, sopra i Kamaboko e in cima i muffin. Dopo un quarto d’ora i panini erano cotti ed i dolci erano perfetti, sono scoppiati proprio come dovevano. Erano già pronti nelle coppette in cui poi li avrei serviti.

Altri 10 minuti di cottura, durante i quali ho fatto rassodare le uova per il ramen e poi ho potuto aprire il cartoccio dei Kamaboko, li ho affettati ed impiattati.

Ho apparecchiato la tavola, appeso il menù e sistemato il centrotavola. Avevo preparato 3 rosette di carta: una bianca con il centro rosso, a rappresentare la bandiera giapponese e una bianca con decorazioni rosse, come quelle che ho visto su pinterest. Un’altra, rossa con ideogrammi neri l’avevo incollata perpendicolare ad un bastoncino per riprodurre un ombrello. Le ho infilate in un contenitore di vetro riempito con riso, insieme ad una bambolina di carta con il kimono a fiori bianco e rosso, idea presa anch’essa da pinterest.

Idee per il centrotavola. Fonte Pinterest.

Alle 19 in punto era tutto pronto, tutte le portate a tavola, musica giapponese di sottofondo e buon appetito!! Mi hanno fatto mille domande, e mille complimenti!! Quando ormai le porzioni scarseggiavano ho diviso i noodle nelle ciotole, coperto con il brodo bollente, aggiunto fettine di pancetta croccante, di cipollotti e di surimi, ho posizionato in centro l’uovo tagliato a metà e.. voilà.. Signore e signori..il Ramen!

Buonissimo! Dato che io non l’avevo mai mangiato non avevo termini di paragone, ma Massi, che invece è un esperto, mi ha detto che non aveva nulla da invidiare a quello del ristorante!

Abbiamo terminato con i muffin, che a dispetto del perfetto aspetto non si sono rivelati molto piacevoli, un Po stopposi. Ma accompagnati da qualche bicchiere di sake si sono un Po’ ammorbiti! 😉

Dopo cena abbiamo giocato a dadi, scommettendo su pari o dispari (chiamato dai giapponesi cho-Han bakuchi) e a Fukuwarai, appiccicando a turno parti di faccia su una sagoma di cartone.

La nostra serata si è conclusa guardando Dragon Ball, la leggenda delle 7 sfere..un grande successo giapponese..proprio come la mia cena!!

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